Testimonianze

 Mi chiamo Omar, sono nato in Croazia il 28/09/1992 nel periodo della guerra in Jugoslavia. Quando avevo 10 mesi i miei genitori hanno deciso di fuggire in Italia per vivere una vita più tranquilla e al sicuro dalla guerra nel nostro paese. Sembrava andare tutto bene ma dopo 1 anno i miei genitori, all’epoca molto giovani (26 anni mio padre e 21 mia madre) si sono separati per la poca maturità di entrambi e per i molti grandi problemi, psicologici e non, che aveva portato la guerra nella nostra famiglia. Mio padre dopo 6 anni è tornato nel nostro paese e sono cresciuto con mia madre, mio nonno che cercava di farmi da padre e mia nonna. Ho avuto una vita sempre abbastanza facile e tranquilla, senza grandi problemi ma più in là ho scoperto che la lontananza di mio padre aveva segnato la mia vita più di quanto pensassi. Ho sempre avuto un bellissimo rapporto con mio padre ma avevo l’opportunità di stare con lui solo un mese all’anno, però in quel mese cercavo di imparare da lui tutto ciò che potevo, sia le cose giuste che quelle sbagliate. Intanto vivevo la mia vita senza problemi, senza nemmeno rendermi conto del vuoto che avevo dentro. A scuola ero bravo, di amici ne avevo molti, non avevo problemi a trovarmi le ragazze, a calcio me la cavavo, cercavo di essere una buona persona e di aiutare chi potevo. Ma non avevo mai creduto in Dio, e nemmeno mi interessava saperne. Nel 2010 sono finalmente riuscito a conquistare Giulia, la ragazza che desideravo da oltre un anno con tutto me stesso e una volta che ci siamo fidanzati mi sentivo la persona più felice del mondo. Il primo anno e mezzo è stato bellissimo ,le ho dato tutto il mio cuore ma dopo diversi problemi sono stato lasciato per 2 volte, la sofferenza è stata grandissima e non lo nascondevo. Nonostante tutto qualche mese più in là è tornata da me e come sempre me la sono ripresa anche se non c’era lo stesso rapporto di prima. Dopo 6 mesi che ci frequentavamo ho scoperto che si stava frequentando con un altro prima ancora di tornare da me e il mio cuore si è spezzato per la terza volta. Da lì ho voluto essere forte, mascherare la sofferenza, ho deciso di chiuderle la porta una volta per tutte e che non sarei più stato male per amore… e così è nato un nuovo Omar. Ero diventato orgoglioso, insensibile, egoista, invidioso, le ragazze per me erano diventati come degli oggetti, le usavo per vantarmi delle mie “conquiste” e per aumentare la mia autostima, ho iniziato a rifugiarmi nell’alcol come ho visto da mio padre per poi esagerare e diventarne dipendente. Avevo bisogno di divertirmi, non mi bastava più niente, ogni sera volevo andare in posti diversi fino a mattina per non pensare. L’estate del 2013 mi sentivo invincibile, forte e credevo di essere felice ma in realtà non era così. Arrivato l’inverno e finiti i divertimenti estivi ho iniziato a sentire un vuoto dentro che non avevo modo di riempire. Una sera ho avuto un esperienza negativa con una ragazza che mi ha fatto perdere molta autostima e allora sono caduto in una leggera depressione.  Non avevo più fiducia in me stesso, mi sentivo solo e vuoto,  ero convinto che non potevo essere amato e avevo perso tutta la mia forza maschile. Lì ho iniziato a sentire il peso dell’assenza di mio papà, come se questa assenza avesse segnato la mia vita in negativo e non ci fosse più modo per rimediare, credevo che non sarei mai stato un uomo completo ma sarei rimasto un bambino insicuro a vita. E la cosa mi faceva malissimo. Come se non bastasse ho iniziato ad avere pensieri terribili a cui non riuscivo a dare una spiegazione, pensieri perversi di ogni tipo, pensieri di violenza, di suicidio ,sentivo voci che mi terrorizzavano. La mia vita iniziava ad essere un inferno e da lì sono sprofondato in una depressione seria dalla quale non vedevo via d’uscita. Per 5 mesi la mia vita era un combattimento continuo 24 ore su 24 contro questi pensieri terribili, ho cercato di farmi aiutare da psicoterapeuti, il medico mi parlava di nevrosi e mi mandava da psichiatri, mi venivano dati farmaci per l’ansia ma la situazione peggiorava sempre di più e il suicidio stava diventando l’unica soluzione. Stavo impazzendo. Non vivevo più. Intanto avevo sentito parlare di persone che erano uscite da situazioni simili con l’aiuto di Gesù, mi sono ricordato che un mio amico, Martin, aveva a che fare con Gesù e con la Bibbia e un giorno di fine Aprile gli ho chiesto aiuto per disperazione. Mi ha detto che a forza di vivere come stavo vivendo mi si era indurito il cuore, che solo Gesù poteva guarirmi e darmi un cuore nuovo e mi ha consigliato di leggere la Bibbia partendo dai Vangeli. Ho trovato molta pace e tranquillità leggendo e due versetti mi hanno dato speranza e mi hanno convinto ad affidarmi a lui: 
 
Venite a me,voi tutti che siete stanchi e oppressi e io vi darò riposo; prendete su di voi il mio giogo e imparate da me perchè io sono mansueto e umile di cuore, e voi troverete riposo alle anime vostre. ( Matteo 11:28-29 )
 
Appena potevo leggevo la Bibbia e ne parlavo col mio amico Martin che mi è stato molto vicino durante la mia conversione.
Una notte mi ha parlato di suo zio Mario che ha avuto una vita più complicata e difficile della mia, di come Gesù lo ha salvato e di come ora fa il pastore. Allora ho insistito per incontrarlo, una chiacchierata con lui mi ha aiutato più quanto avessero fatto tutti i psicologi dal vivo o su internet negli ultimi 6 mesi e così mi ha fatto capire che il mio problema non era psicologico ma spirituale.
Così ho deciso di accettare Gesù come mio Signore e Salvatore, e insieme al pastore di iniziare un programma di guarigione interiore. E’ bastato un incontro per farmi stare meglio, per levarmi un peso di 100 kg dal cuore e per sentire l’amore, la grandezza e la potenza del nostro Signore. Da lì la mia vita è iniziata a migliorare giorno dopo giorno, ho voluto conoscere Gesù sempre meglio e imparare il più possibile da lui e ho visto col tempo che ha mantenuto tutte le sue promesse. 
Il Signore mi ha dato pace, gioia, amore, un cuore nuovo, ha fortificato tutte le mie debolezze, ha cancellato tutti i miei traumi, ha ricucito tutte le mie ferite, ha dato una risposta a tutte le mie domande, mi ha insegnato a vivere e mi ha reso una persona migliore e completa.
Oggi mi usa per aiutare persone che sono nella situazione in cui ero io e per dare speranza a chi non ne ha.
La lontananza di mio papà nemmeno la sento più perché mio Padre è il Creatore dell’Universo e sono contentissimo di aver sofferto tutto quello che ho sofferto perché mi ha portato a diventare figlio di Dio. 
 
Omar